Parto mercoledì 27 settembre nel pomeriggio con il piccolo C, prendiamo il treno per Dublino. Non gli faccio fare il sonnellino della mattina per essere sicura che dorma durante il viaggio. Illusa! Tre ore di allegra attività e di passeggiate avanti ed indietro nello scompartimento.

Arriviamo, Nana e Niamh ci vengono a prendere alla stazione, arriviamo a casa, appena il tempo di cenare e metto a letto il cuccioletto. Un po’ di relax per noi con anche un bel taglio di capelli da parte della moglie di un cugino che è venuta apposta dopo cena per farci belle! Devo dire il taglio di capelli più rilassante della mia vita, davanti al caminetto acceso mentre facciamo due chiacchiere in allegria.

Sistemo le ultime cose per domani, programmo la sveglia (per le 3,30!!) e vado a letto. Non ho ancora nemmeno appoggiato la testa sul cuscino che il piccoletto decide di non voler più dormire nel suo letto, non capisce dove sta e vuole la sua mamma. Ok, vieni nel mio letto ma, per favore dormi, domani ci aspetta una giornata allucinante. Niente da fare, si mette giù, si rilassa, si addormenta ma, dopo poco, si sveglia, piange, si tira su, non si ricorda dov’è. Dài, è tutto a posto, siamo a casa di Nana, è ora di dormire, non ti preoccupare, puoi rimanere qui con me stanotte ma per favore dormi!

La storia va avanti per un bel po’ ma finalmente, entrambi esausti, ci addormentiamo. Peccato che dopo poco la sveglia si mette a suonare.

Con gli occhi che bruciano mi alzo e mi preparo. Preparo anche lui che apre solo per un attimo gli occhi per ricadere immediatamente in un sonno profondo.

Ci mettiamo in macchina per raggiungere l’aeroporto; è buio, la città è ancora addormentata, per strada non c’è nessuno e si vedono solo poche, pochissime finestre di alcune case con qualche luce accesa.

Arrivati all’aeroporto l’aria fresca che ci accoglie uscendo dalla macchina fa svegliare C e così anche le tre ore di aereo trascorrono in allegra attività! Per fortuna ci sono dei compagni di viaggio (un intero coro di un paesino da queste parti in trasferta a Roma per un concerto!) molto simpatici che praticamente lo adottano così io posso per qualche momento rilassarmi un po’.

Arriviamo a Roma, papà è venuto a prenderci, andiamo direttamente alla fermata della metro più vicina a casa, li saluto e vado direttamente ad una riunione di lavoro presso il mio ente di previdenza. Si parla di pensioni, di bilanci, di equilibri gestionali…..numeri, numeri, numeri…….nel pomeriggio non riesco più a tenere gli occhi aperti.

 Per fortuna l’ora di tornare a casa arriva davvero. Una bella cenetta e poi, finalmente, il letto!

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