È giunto il momento di rientrare a casa dai miei uomini.

Questa volta partono con me anche i miei, faremo una sorpresa ai bimbi. Anche questa volta abbiamo bagagli da “famiglia Brambilla in vacanza”, al limite del peso (e della dimensione) consentito.

Memore dell’ultimo viaggio voglio arrivare in aeroporto con un bell’anticipo. Un’amica di famiglia che lavora in aeroporto ci dice che stamattina c’era molto caos a Fiumicino e che c’era una fila lunghissima per passare il controllo di sicurezza, ci consiglia di andare molto prima per evitare sorprese. Morale della favola arriviamo in aeroporto tre ore prima della partenza! Al check-in non c’è nessuno (nemmeno l’addetto!), siamo i primi. Quando finalmente arriva l’addetto e facciamo la trafila per le carte di imbarco lui nemmeno accende il monitor per controllare il peso dei bagagli. E noi che abbiamo lasciato a casa due chili di parmigiano perché le valigie erano già al limite del peso! No, mi mangio le mani!!

Anche il controllo di sicurezza procede normalmente senza alcun intoppo per cui ci ritroviamo di fronte all’uscita per l’imbarco con due ore di anticipo rispetto al volo. Pazienza, aspetteremo. L’unico “problema” è stare dietro a quella puzzola di C che ultimamente sembra ricaricarsi ogni volta che si viaggia.

Ad un certo punto ci accorgiamo che hanno cambiato l’uscita per il nostro volo ed immediatamente una carovana di passeggeri e bagagli si sposta freneticamente verso la nuova meta. Fortunatamente noi, grazie a questo tesorino di C, abbiamo la precedenza e, anche se abbiamo dovuto aspettare più del previsto perché l’aereo è atterrato in ritardo dal volo precedente, di fatto siamo i primi ad essere imbarcati e, finalmente, partiamo.

Il tesorino di cui sopra ha deciso che lui i viaggi in aereo se li vuole godere fino in fondo e, anche se decolliamo all’ora in cui normalmente è già a letto, in realtà è vispissimo e pieno di energie. Dopo aver imparato ad allacciare e slacciare la cintura di sicurezza ed averlo fatto un milione di volte finalmente, verso le 23,00 chiude gli occhi. Peccato che dopo nemmeno tre quarti d’ora atterriamo.

È venuto a prenderci F dopo aver lasciato gli altri due beatamente a letto sorvegliati da una nostra vicina.

Sono di nuovo a casa, la famiglia è riunita ma soprattutto, posso farmi scaldare i piedi sotto le lenzuola da mio marito! Ah, quanto mi è mancato!

A proposito, nonni, vi piace la vostra stanza?

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