I bimbi hanno aspettato con entusiasmo questo giorno, chissà cosa si aspettano davvero.

Continuano a cantare la canzoncina buffa che un loro amichetto ha insegnato loro:

Trick or treat?

Trick or treat?

Give me something good to eat

If you don’t

I don’t care

I’ll pull down your underwear.

Mio marito intanto si vuole godere la festa e ha deciso di mascherarsi anche lui per accompagnare i bambini durante il loro giro fra le case a chiedere “trick or treat?”. Ha pensato di vestirsi da morte. All’inizio avevamo pensato di cucire noi una specie di tunica nera con cappuccio ma poi abbiamo visto che le maschere belle e pronte sono abbordabili ed abbastanza decenti e l’abbiamo comprata (o meglio l’hanno trovata i nonni in uno dei loro viaggetti). In questo periodo in città alcuni negozi si trasformano e vendono esclusivamente maschere, gadget e decorazioni per Halloween, davvero incredibile (e tutto il resto dell’anno cosa fanno? Staremo a vedere).

In ogni caso per completare la sua maschera vuole preparare anche una falce e, per far questo, mi manda in mezzo al bosco a raccogliere praticamente un albero! Eh sì perché mica basta un semplice bastoncino, sia mai, devo trovare proprio un bel pezzo di legno, più dritto possibile ed alto almeno due metri, se sono due metri e mezzo anche meglio. È proprio vero, non esistono proprio più i mariti di una volta.

Però io, testarda più che mai, l’albero lo trovo davvero; per fortuna era stato già abbattuto! In ogni caso me ne torno a casa con la mia ingombrante preda in mano sotto lo sguardo un po’ perplesso dei (per fortuna) pochi passanti.

Io invece sarò una strega perfetta anche senza maschera visto che mi è spuntato da un paio di giorni un bel brufolo sul viso (sarà mica colpa delle tartine al salmone con burro salato che abbiamo mangiato l’altro giorno?).

I preparativi in casa fervono. Dobbiamo preparare tutti i treats da offrire ai bimbi che busseranno stasera alla nostra porta. Abbiamo deciso di optare per qualcosa fatto da noi e più salutare rispetto a tutte le schifezze varie che abbiamo visto in vendita in questo periodo nei supermercati. Visto però che non sempre i bimbi apprezzano (o sono abituati ad apprezzare) cose più genuine abbiamo anche comprato qualche dolcetto cioccolatoso.

F si dedica alla preparazione di chocolate rice crispie cakes (dolcetti super semplici fatti con cioccolata e riso soffiato) e, dato che piacciono in primis a lui, ne ha preparati una cinquantina nella speranza di potersene mangiare qualcuno a festa finita.

Io invece mi dedico alla preparazione delle paurosissime dita di strega, ricetta semplicissima ma di grande effetto ripresa da un bellissimo libro di ricette per bambini che mi ha regalato mia sorella prima di partire. Provo a coinvolgere nella preparazione anche i bambini che ne sono entusiasti, praticamente mi spostano e si mettono loro all’opera richiedendo il mio aiuto solo per qualche passaggio per loro più complicato.

Sono talmente presi che preparano una doppia dozzina di dita.

Finiamo con il predisporre anche i dolcetti di cioccolata e le arachidi (uno dei simboli della festa, come mi dice il maritino). Abbiamo comprato anche dei mandarini; sempre dai ricordi di infanzia di mio marito, all’epoca si regalava tanta frutta e solo qualche dolcetto ma, a quanto pare ora le proporzioni si sono invertite (per non dire che la frutta è praticamente scomparsa) per cui alla fine decidiamo che i mandarini ce li mangeremo noi.

La nostra zucca che, col trascorrere dei giorni e con il caldo della casa e delle candele, ha assunto delle fattezze sempre più distorte e mostruose trova la sua collocazione fuori vicino alla porta di ingresso per dare il benvenuto a chi deciderà di bussare alla nostra porta.

Tutti gli uomini di casa (compreso il piccolino, dotato di mantello anche lui) iniziano il travestimento, fuori è ormai buio ed i bimbi fremono dall’idea di uscire.

Inizio a sentirmi un po’ nervosa, io rimarrò a casa ma…….cosa devo dire? Cosa devo fare? Ok le istruzioni sono che devo far finta di spaventarmi quando aprirò la porta, se voglio posso chiedere da cosa sono mascherati i vari bimbi e poi devo as-so-lu-ta-men-te rispondere “treat” ed offrire ai bimbi i nostri dolcetti. E se rispondessi “trick”? Ci sarà qualcuno che ha preparato qualche trick da fare? Bè, meglio non rischiare, si aspettano tutti di tornare a casa con le tasche piene di dolcetti. Tasche? Ho detto tasche per caso? I bimbi escono di casa con una busta di stoffa della spesa ciascuno e tornano che sono piene!! Non vi dico di cosa, vi sentireste male.

In ogni caso la serata è molto bella anche se parecchio fredda, il cielo è ormai praticamente nero ma c’è una bellissima luna quasi piena che fa capolino da dietro una piccola nuvola. Devo dire atmosfera perfetta.

Escono tutti, anche i nonni, per godersi questa serata.

Inizia la processione di bambini che bussano alla porta ed io me la cavo bene.

Devo dire che le nostre dita di strega riscuotono parecchio successo e sono perfette per l’occasione. I bimbi afferrano felici da tutti i vassoi che porgo loro. I bimbi più piccoli sono accompagnati dai genitori che li seguono a distanza, alcuni mascherati altri no.

Uno dei nostri vicini, un bimbo di otto anni, mi chiede cosa è successo alla nostra zucca. Rispondo che sta collassando con il caldo che ha sofferto dentro casa e lui, sinceramente, esclama “That’s cool!”.

I nonni con il piccolo C rientrano a casa abbastanza infreddoliti, a questo punto esco io e seguo, insieme a mio marito-morte e ad altri tre genitori il gruppetto di sette bimbi che i miei ed i vicini hanno formato. Devo dire che è divertente.

Si bussa solo ed esclusivamente alle case che sono addobbate, segno che le persone si aspettano qualcuno che andrà a chiedere i dolcetti e, soprattutto, ne sono forniti.

I bimbi vorrebbero continuare per tutta la notta ma, dopo circa un’ora, rientriamo tutti al calduccio delle nostre case. In un batter baleno si tolgono le maschere e svuotano i loro bottini sul pavimento curiosi di vedere cosa c’è.

Una quantità industriale di roba zuccherosa, gommosa, cioccolatosa. Ehi, ma c’è anche una mela! Qualcuno ha donato anche una mela! Allora c’è ancora speranza in questo mondo!

Aggiunta al post: qualche giorno fa ho incontrato la mamma di una bimba che faceva parte del gruppo e che è andata a fare “trick or treat” insieme ai miei figli. Mi ha detto che per la curiosità ha pesato la busta che ha riportato a casa la figlia ed il risultato è stato 2,5 kg! Vuoi dirmi che i miei figli sono tornati a casa con 5 chili di roba? Svengo!

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