Il nostro ultimo nato, nonostante abbia appena passato la soglia dei 21 mesi, ancora praticamente non parla…..ma è invece bravissimo a sporcarsi!

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Non vogliamo preoccuparci perché anche il nostro secondo bimbo ci ha messo un po’ prima di parlare e poi perché, essendo bambini bilingue, il ritardo è abbastanza normale però alcune volte davvero ci piacerebbe che dicesse qualcosa di più di mamma e nonno.

Queste sono infatti le uniche due parole di senso compiuto che dice, per il resto è tutto un susseguirsi di monosillabe, spesso ripetute ed anche praticamente molto simili tra loro.

Devo dire che però si fa capire benissimo e che, secondo me, in alcuni momenti lo fa apposta a non esprimersi perché credo che, sotto sotto, lo sappia fare.

Negli ultimi giorni poi abbiamo avuto dei momenti di vera ilarità con lui quando provavamo a fargli dire qualcosa e comunque ci siamo resi conto che le capacità cognitive e di sviluppo e comprensione del concetto le ha tutte (per fortuna!).

Facciamo però un piccolo passo indietro e vediamo quali sono i suoni del suo, del tutto personale, vocabolario.

Ovviamente ci sono le cose di prima necessità, l’acqua per esempio, che in inglese si dice water, lui la chiama “uo-uo”.

Per dire che vuole qualcosa in più usa dire “mo” (sicuramente preso dall’inglese “more”).

Ma lo stesso “mo” lo usa anche quando vuole il latte (il mio, che ancora cerca e prende!).

“Dan” viene utilizzato se vuole essere messo giù (per esempio se vuole scendere da una sedia), anche questo dall’inglese down.

Lo yogurt è “go-go” ma lo stesso “go-go” lo ha usato per il gorgonzola che gli abbiamo fatto assaggiare e che non avrebbe smesso di mangiare! Un solo “go” però è usato se vuole uscire ed andare fuori (infatti in genere quando dice “go” va vicino alla porta di casa e si siede perché vuole che qualcuno gli metta le scarpe).

Per il formaggio in genere, di cui è ghiotto, utilizza uno strano suono gutturale che sa fare solo lui, ma il più vicino, se potete utilizzare al massimo la vostra immaginazione, si potrebbe scrivere “kn”.

Poi ci sono i classici versi degli animali che si insegnano ai bambini (ancora non ce ne sono molti nel vocabolario, però) per cui la mucca fa “muuuu”, il cane fa “bau-bau” ma anche “uo-uo”, il gatto fa una specie di “meeee” mentre la pecora fa un preciso “beeee”. Poi c’è la campana, come gli ha insegnato nonna, che fa “don-don” ma anche la mucca qualche volta fa “don-don” a causa dei fratelli che dicono che anche le mucche possono avere le campanelle attaccate al collo.

Sempre “per colpa” dei fratelli abbiamo anche, tra gli animali della fattoria, i dinosauri che fanno “grrrrrr”.
Ultimamente poi si sono uniti anche i corvi che fanno “aaaa-aaaa”.

Poi le macchine fanno “brum” e qualche volta anche gli aerei fanno “brum”.

La palla è “bo” (anche qui per via dell’inglese ball) e la banana (di fatto la prima parola che ha detto dopo mamma!) è “nana”.

Anche la luce, non si sa perché è “bo”, il biscotto è “bi” ma se dice “bi-bi” si tratta della pipì mentre la cacca è “bu”.

Insomma, mi sarò sicuramente dimenticata qualcosa ma questo è, più o meno, tutto.

Stavo dicendo che ultimamente ci ha fatto molto ridere e vi dico infatti quali sono state le ultime sue espressioni.

Qualche giorno fa, quando mi ha chiesto l’acqua, prima di dargliela ho provato a fargli dire la parola in italiano cercando piano piano di enfatizzare le sillabe:

io: “acqua” e lui: “uo-uo”

io: “aaaaaaacqua” e lui: “uooooooo-uo”

io: “a” e lui: “a”; io: “qua” e lui: “ca”; io “a-cqua” e lui: “uo-uo”.

Insomma un figlio senza speranza!!!

Poi l’altra mattina a colazione F gli stava dando dello yogurt, quando è finito ne voleva ancora ed allora ha detto “mo” per cui mio marito gli ha chiesto se voleva ancora yogurt e lui ha fatto sì con la testa, quindi gli ha detto “devi dire: ancora yogurt, more yogurt” e lui “go-go”. Allora F ha insistito: “no, devi dire more” e lui “mo” e poi F: “yogurt” e lui “go-go”. Quindi F ha ribadito tutto il concetto: “more yogurt” e lui, senza scomporsi più di tanto, ha detto “go-go-go-go”.

Insomma, il cervellino funziona ma…….la pigrizia (e soprattutto la furbizia!) è tanta!

Aggiunta al post: in questi ultimi giorni si sono aggiunte altre parole:

– hurling (lo sport che praticano i fratelli) è “urlum”;

– l’olio è qualcosa del tipo “oilum”

– le uova sono “uo-ua”

– la pasta è “pappa”

Ce la farà a dire qualcosa di più articolato prima di Natale? Chissà!

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