Stamattina devo portare i bimbi agli allenamenti di hurling ma la giornata è molto variabile, c’è una pioggerellina fina che va e viene a causa della quale mi ritroverei tutta zuppa (insieme al piccolino) dopo aver atteso un’ora la fine degli allenamenti. Decido quindi che non è il caso, meglio rimanersene a casa al calduccio e sbrigare un po’ di faccende (certo sarebbe meglio rimanere a casa al calduccio a non far niente ma, si sà, in una casa si trova sempre qualcosa da fare!).

Dopo pranzo ci prepariamo per andare alla festa di Ella, la bimba della nostra vicina danese, che compie quattro anni. La festa la farà nello stesso posto dove abbiamo festeggiato R.

Mentre andiamo riceviamo la telefonata di Pops, è atterrato e fra un po’ prenderà il pullman, yuppie!

Quando arriviamo alla festa i bimbi all’inizio sembrano un po’ intimiditi (tranne il piccolo C!) a causa probabilmente del fatto che tutti i bambini presenti sono più piccoli di loro, ma dopo pochi minuti si buttano nella mischia a giocare con i palloncini ed a rincorrersi. Poco dopo arrivano anche gli “amici di strada” e la combriccola si riunisce per un bel po’ di divertimento. C’è poi un clown (o meglio una giovane clownessa!) che trucca tutti i bimbi, prepara lo zucchero filato e poi inizia ad intrattenere i bambini con un po’ di balli ai quali mi aggrego volentieri anch’io.

Dopo un paio d’ore abbondanti rientriamo a casa e ci prepariamo per la notte dopo aver mangiucchiato qualcosa.

Stiamo leggendo una favola prima di andare a letto quando, finalmente, arriva Pops. I bimbi gli saltano letteralmente addosso e non gli danno il tempo di spogliarsi. È tutto un abbracciarsi e baciarsi e sono felicissimi che sia rientrato. Pops inizia a tirare fuori dal suo zainetto, neanche fosse Mary Poppins, tutte le cose che è riuscito ad infilarci dentro compresi pupazzi e circa tre chili di Lego che i bimbi aspettavano con ansia. Non c’è tempo ora di mettersi a giocare, è ora di andare a letto ed, ovviamente, vogliono che sia il papà a portarli a nanna.

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