Questo fine settimana è stato davvero intenso. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale ma ogni giorno c’è stato qualcosa di bello, da vivere e da ricordare.

Venerdì 1 marzo

Dopo che i bimbi sono tornati da scuola, sono usciti con F per andar(si) a comprare un bel gioco a loro scelta come avevamo pattuito da diverse settimane. I bimbi infatti hanno dovuto completare ognuno la propria “star chart” ; è una cosa che fanno anche a scuola. Ogni bimbo ha un proprio “grafico” da completare con tante stelline (o adesivi vari) quanti sono gli spazi in bianco; di fatto si mette un adesivo per ogni giorno in cui i bimbi sono stati bravi ed alla fine si “vince” un premio (di solito a scuola è un bell’attestato in cui si dice che il bimbo ha fatto un’ottimo lavoro, è stato bravo e si è comportato bene).

questi sono quelli di R, quello blu lo ha portato a casa quando ha completato le 10 stelline e quello verde per le 20 stelline

questi sono quelli di R, quello blu lo ha portato a casa quando ha completato le 10 stelline e quello verde per le 20 stelline

Abbiamo adottato anche noi questo metodo per cercare di responsabilizzare di più i bambini e fargli capire che devono fare attenzione a come si comportano, con noi ma anche tra di loro.

Qualche giorno prima che io partissi si sono preparati da soli le loro star chart e le hanno attaccate alla porta. L’idea era quella di riempirle entrambe (con un adesivo per ogni giorno in cui si comportavano bene) prima del ritorno di Pops dall’Italia.

Sono stati bravissimi e ce l’hanno fatta a conquistare tutti i loro adesivi anche perché, per guadagnarsi il loro sticker giornaliero, hanno anche iniziato ad aiutarci un po’ in casa (il loro “sport” preferito è passare l’aspirapolvere).

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La sorpresa, tanto agognata, era di andare al negozio di giocattoli e comprare un bel gioco a loro scelta.

Sono rientrati a casa con una scatolona di Lego (devo dire che me l’aspettavo perché, soprattutto il nostro primogenito, è assolutamente patito del Lego).

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Purtroppo però, causa allenamenti di gaelic football e amici a cena, la scatola potrà essere aperta solo domani.

Abbiamo invitato a cena la nostra amica Claire, del Community Garden, e la sua famiglia. Visto però che lo spazio per cenare in nove tutti insieme non ce l’abbiamo (tavolinetti e seggioline che ci avevano salvati a Natale sono stati tutti ridati ai legittimi proprietari!), abbiamo optato per la preparazione di pizze che possono essere anche mangiate in piedi.IMGP8096

Abbiamo chiesto a Claire di portare anche il suo violino per suonare un po’ di musica e cantare durante la serata e così abbiamo fatto.

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Ha anche portato una specie di arpa portatile che il piccolo C si è subito dilettato a provare.

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C’è stato anche un tentativo di partita di backgammon interrotta però per il troppo sonno dei nostri due più piccoli che sono voluti andare a letto e dei nostri ospiti che ci hanno voluti salutare per non far fare troppo tardi a tutti i bimbi.

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É stata davvero una piacevole serata, speriamo di aver finalmente iniziato la tradizione delle cene a casa, tradizione che non sembra molto comune qui ma che noi vorremmo fare attecchire.

Sabato 2 marzo

Stamattina dobbiamo portare i bimbi agli allenamenti di hurling. Visto che la giornata è bella (o per meglio dire non fa freddo e non piove!), ho deciso di andare anche io e godermi un po’ la mattinata guardando i miei bimbi che imparano questo nuovo sport. Anche F si è reso utile e si è proposto tra gli allenatori volontari.

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qui il maritino in perfetta posa plastica da allenatore

Oggi tra l’altro ci sono le iscrizioni e quindi, ufficialmente, iscriviamo i bambini al club per questa stagione.

R sempre con la maglietta verde

R sempre con la maglietta verde

M in rosso e giallo

M in rosso e giallo

Anche il piccolo C si allena un po’ fuori dal campo.

ma quando si decidono a fare la squadra "under 3"?

ma quando si decidono a fare la squadra “under 3”?

Rientriamo a casa insieme ai vicini passando dalla scorciatoia.

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Quando arriviamo nel nostro compensorio vediamo il camioncino dei gelati (“ice cream van”) appostato in attesa di clienti. Aiuto, qui pensano già ai gelati ma le temperature non sono ancora quelle propriamente estive. Per fortuna comunque che ora si è fermato (anche perché, incredibilmente, c’è un cliente!); in genere quando passa si fa sentire con una allegra musichetta per richiamare i possibili clienti, solo che passa sempre ad orari strani, almeno per noi, per comprare un gelato (a meno che non si voglia pranzare o cenare con il gelato).

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Dopo pranzo, decido che è giunta l’ora di seminare un po’ dei semini che ho portato dall’Italia (la speranza di vedere spuntare qualche “verdura amica” è tanta!) e così mi metto di gran lena in giardino a piantare basilico, pomodori, zucchine, bieta, peperoni, insalata e……mele. Sì perché con i bambini abbiamo deciso di raccogliere alcuni semini dalle mele che mangiamo per provare a seminarli (tre anni fa a casa eravamo riusciti a far germogliare un semino di mela e per due anni l’alberello è cresciuto bene ma poi siamo partiti per una vacanza ed al ritorno……..era tutto secco. Che delusione).

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Nel frattempo in strada c’è un bel frastuono, bambini e genitori se la spassano a giocare insieme a “rounders”, una specie di baseball (con la racchetta da tennis però invece della mazza) e, dopo essermi lavata le mani, mi unisco anche io alla squadra dei genitori che sta miseramente perdendo!

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tutti pronti per il tiro

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in azione. Correre alla base!

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i bambini ci hanno fatto davvero sfigurare con la loro vittoria schiacciante!

Mentre le bambine stanno a guardare,

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per poi decidere che è meglio portare a spasso i loro bambolotti.

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Rientriamo per la cena e dopo finisco di preparare la lasagna per domani e, dato che ho preparato (appositamente!) ragù (al quale ho unito anche dei funghi champignon) e besciamella in abbondanza, riesco a preparare due belle teglie così una ce la mangeremo domani a pranzo e una finirà nel freezer pronta per un altro giorno quando non mi andrà di cucinare. Molti mi chiedono se mangiamo in modo diverso qui, bè questa è una risposta, domani, come da tipica tradizione italiana ci sarà la lasagna domenicale per pranzo (non la faccio mica ogni domenica, questa sarà la seconda volta da quando siamo venuti!). A parte gli scherzi, è ovvio che alcuni sapori sono diversi ma penso che ogni famiglia abbia le proprie tradizioni, i propri cavalli di battaglia, i propri piatti rivisitati o preferiti che la seguono ovunque vada ed ormai, in questo mondo globalizzato, gli ingredienti si trovano dappertutto.

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Domenica 2 marzo

Stamattina di nuovo Community Garden. I bambini vogliono andare in bicicletta e noi li seguiamo con il piccolo C che ci tiene per mano per questa bella passeggiata mattutina.

l'erica in fiore, come mi piace!

l’erica in fiore, come mi piace!

C’è molto fermento oggi; Leslie, un signore che si è unito al gruppo da qualche settimana, oggi è venuto con tre delle sue nipotine, due delle quali sono nella stessa scuola dei nostri.

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I bimbi si mettono subito a giocare tutti insieme e, a modo loro, puliscono e zappettano uno dei letti rialzati.

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Riusciamo a fare un bel po’ di lavoro e torniamo a casa anche con un po’ di raccolto, un bel po’ di rughetta (che in parte diventerà un fresco e profumato pesto) ed un po’ di verza da utilizzare nei prossimi giorni.

Dopo pranzo i bimbi si immergono completamente nella scatola del loro nuovo Lego (che di fatto hanno già iniziato a costruire ieri) mentre io mi metto di buona lena a finire l’orlo alle altre due paia di pantaloni della loro divisa.

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questa foto, infatti, è di ieri mattina quando, ancora mezzi in pigiama, hanno voluto iniziare ad assemblare la prima busta di pezzi

È incredibile quante ore di gioco tranquillo può garantire una scatola di Lego, prima per la costruzione e poi per il gioco vero e proprio dove i bimbi danno il meglio di loro stessi con le storie e le situaioni che si inventano. Nella fattispecie la scatola che hanno comprato è quella dei minatori e c’è la cava, un macchinario per “bucare” la montagna, un camion, il trenino con i carrelli che va nella miniera, vari escavatori, rocce, diamanti, oro, dinamite e chi più ne ha più ne metta.

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Mentre mi diletto con ago e filo mi diverto ad ascoltare le loro storie. Ci sono i minatori che fanno un lavoraccio e di tanto in tanto si fermano per bere un tè. Non si sa perché ma non trovano mai i loro cappelli (o meglio i loro caschi, quelli con la lucetta sopra). Poi ci sono alcuni ladri che sono venuti per cercare di rubare l’oro e quindi viene richiesto l’intervento della polizia (tanto abbiamo anche tutta una serie di Lego sulla polizia, macchine, motociclette, camion con annessa cella, non ci manca niente!). Ad un certo punto però, non so per quale strano collegamento della loro fantasia, questi poveri minatori se la devono vedere con un carico di pannolini puzzolenti e si devono addirittura mettere a spalare la cacca davanti all’entrata della miniera. Ma questa è, sicuramente, tutta un’altra storia.

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