Scambi culturali

L’altra sera M ci stava raccontando che ha fatto un accordo con Kenga, una sua compagna di classe, per insegnarle l’italiano mentre lei insegnerà a lui il polacco. Ci è sembrata un’ottima idea. Mi piacerebbe davvero assistere a queste lezioni!

Sgonfiotti con cipolle

Sfogliando un libro che mi ha regalato una cara amica di famiglia, sono incappata in questa ricetta che mi ha incuriosito molto già dal nome e che ho voluto provare anche se, come al solito, ho cambiato un po’ il procedimento ed i quantitativi. La riporto comunque per chi volesse cimentarsi perché il risultato ci è piaciuto.

Ingredienti

1 kg farina bianca “0” – 2 cipolle bianche – 8 pomodori a grappolo – 300 g di olive nere denocciolate – 25 g lievito di birra – 250 ml olio extra vergine d’oliva – 150 g capperi – 1 peperoncino secco – origano – sale

Procedimento

Disponete la farina a fontana, aggiungete il lievito, un pizzico di sale, 200 ml di olio ed impastate unendo acqua a sufficiente ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciate lievitare la pasta per 2 ore (io ho usato la pasta madre quindi ho fatto una lievitazione più lunga, in più ho aggiunto anche una parte di farina integrale).

In una padella fate soffriggere le cipolle tagliate a fette spesse, l’origano ed il peperoncino sbriciolato. Aggiungete i pomodori tagliati a cubetti e lasciate cuocere per circa 15 minuti. Togliete dal fuoco ed aggiungete le olive ed i capperi (io ho fatto appassire le cipolle più che soffriggerle, ho omesso peperoncino e capperi per renderli più appetibili per i bambini, ho messo molte meno olive della ricetta perché mi sembrava un quantitativo esagerato).

Versate il sugo nell’impasto e lavorate bene il tutto, se l’impasto risulta troppo liquido, aggiungete un po’ di farina. Formate delle focaccine spesse di circa 10-15 cm di diametro. Disponete gli sgonfiotti su una teglia precedentemente infarinata e cuocete a 250°C per circa 40 minuti (io ho cotto ad una temperatura inferiore).

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A noi sono piaciuti molto, diciamo una via di mezzo tra un pane condito ed una pizzetta. Tra l’altro, prima di mettere il sugo nell’impasto, con una parte dell’impasto ho fatto dei calzoncini con prosciutto, formaggio, pomodorini ed origano da dare ai bimbi per la scuola, insieme agli sgonfiotti. Sono venuti buonissimi anche questi.

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Ce la posso fare!

L’altro giorno mi sono imbattuta nel nostro piccoletto che, con tutta la sua concentrazione, determinazione, tenacia e pazienza, tentava di infilarsi i calzini da solo. Spettacolo da non dimenticare!

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Propositi per il futuro

Mentre eravamo a cena qualche giorno fa, si parlava di famiglia e F ha chiesto ai bimbi come si immaginano il loro futuro, nel senso più stretto della paternità. “Vorreste avere dei figli?” “Quanti figli vorreste?” “A che età pensate di avere dei figli?”.

Ovviamente le risposte sono state abbastanza singolari ed anche buffe.

R ha detto che avrà dei figli a 90 anni, forse a 100! Comunque ne avrà uno (e vorrei anche vedere, se inizi così tardi non potrai certo andare troppo lontano!).

M invece ha detto che vorrà quattro figli, li farà a 30 anni e saranno due maschi, Sam e Michael, e due femmine, Alex e Eva. Accidenti che idee chiare, mi sa che devo iniziare davvero a preoccuparmi!

C ovviamente non ha risposto!

Riscoprire la fascia

Negli ultimi giorni C non è stato molto bene e per un paio di mattine è stato lagnoso ed appiccicoso così ho deciso di portarlo fuori per fargli prendere un po’ di aria fresca e farlo distrarre. Peccato che abbiamo lasciato il passeggino nel portabagagli della macchina e la macchina è dal meccanico. Per fortuna abbiamo la fascia e così, come non facevo da mooooooolto tempo, metto il ” bebè” (14 kg!) nella fascia ed esco, per due mattine di seguito, a farmi una passeggiata nei dintorni, salite, discese, avanti ed indietro, su e giù. Lui si addormenta beato tutte e due le volte, io rientro a casa……a pezzi! Non è decisamente leggero come prima ed i chili si sentono tutti, sulle mie spalle, sulla mia schiena, sulle mie gambe! Però che bello ritrovare quel contatto, sentire il suo respiro, il suo calore, emozioni indescrivibili che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo.

Sapori di casa

L’altro giorno ho preparato una minestra di fagioli alla toscana come la fa la mia mamma (e come la faceva la mia nonna) che i miei si sono mangiati molto volentieri (tranne il piccolo C che non l’ha gradita granché) ricevendo i complimenti anche dal maritino buona forchetta.

Queste sono le cose che mi fanno sentire vicina alla mia famiglia, anche se siamo distanti ci sono cose che ci uniscono, le tradizioni, ovviamente gli affetti ma anche i sapori. Sapori d’infanzia, sapori di famiglia, sapori di casa. Anche qui.

Quattro chiacchiere ed un caffè

Abbiamo iniziato da un po’ di giorni ad incontrarci, più o meno una volta a settimana, con le mie vicine danese e spagnola, per prenderci un caffè insieme e fare quattro chiacchiere mentre i bambini giocano tutti insieme. Mi piace molto questo “rito” (innanzitutto non moriamo di freddo fuori a controllare mentre i nostri bimbi giocano, correndo qua e là – loro – quindi belli caldi) perché ci permette di conoscerci meglio, di scambiarci idee, di raccontarci un po’, di farci due risate e di trascorrere un pomeriggio insieme in allegria.

Magicamente

Sembra una foto dallo spazio…….la superficie lunare?

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No. Il mio lievito madre.

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