La mia vicina spagnola Cristina è già da un po’ che mi chiede se le posso insegnare a fare il pane e la pizza così abbiamo deciso di vederci stasera a cena per una bella pizza tutti insieme.

Per questo però, perché le volevo far vedere e far provare tutto il procedimento per fare l’impasto con la pasta madre, ieri sera, una volta messi i bimbi a letto, l’ho chiamata ed abbiamo iniziato a mettere tutte e due le mani in pasta, nel vero senso della parola.

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Tra una spiegazione teorica e l’altra, chiacchierando anche un po’, abbiamo preparato due impasti, per il pane e per la pizza. Lei tra l’altro è venuta munita anche di quaderno e penna e si è scritta diligentemente tutto il procedimento da seguire, come una brava allieva, una di quelle che, come era scritto sull’aula magna di Chimica all’Università la Sapienza di Roma, sicuramente supererà il maestro (in realtà in aula magna la frase esatta era “Tristo è quel discepolo che non supera il maestro”, sicuramente l’intenzione nella scelta era di stimolo per gli studenti ma in realtà quella frase in caratteri cubitali dava una certa sensazione di oppressione a chi si sedeva su quei banchi).

Mi trovo bene con Cristina, probabilmente perché siamo entrambe mediterranee e, su molte cose, ci capiamo al volo ed abbiamo un modo di pensare molto simile. Non che le altre vicine “nordiche” non siano carine, anzi, ma probabilmente noi “continentali” (come chiamano qui tutti noi europei che veniamo dal continente e non siamo “isolani”) abbiamo una spontaneità diversa.

In ogni caso con Cris abbiamo deciso di scambiarci ricette e speriamo di riuscire a fare altre volte queste sessioni di cucina a quattro mani.

Stamattina ci siamo riviste per reimpastare il tutto per la seconda lievitazione e poi, dopo pranzo abbiamo steso le basi per la pizza in attesa di essere poi condite e cotte.

Nel pomeriggio sono venuti tutti, Cristina, Brian ed i loro due bimbi Marco e Ewan. Noi grandi abbiamo parlato e ci siamo intrattenuti allegramente mentre i bimbi giocavano un po’ giù ed un po’ sù ed il profumo delle pizze nel forno inondava la casa.

Finalmente si mangia! Tutti a tavola (si fa per dire perché ci siamo dovuti arrangiare tra cucina e living room) e……….abbiamo finito quasi tutto.

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Quasi perché ne abbiamo preparate in abbondanza, di tanti tipi diversi, su ordinazione (anche con l’ananas!), per venire incontro ai gusti ed alle preferenze di tutti. Insomma un gran successo che Cristina vorrà cercare di replicare, infatti le ho dato un po’ di pasta madre per poter anche lei sperimentare tra pane, pizza e tutto ciò che la sua fantasia le farà preparare.

Ci siamo deliziati poi con la roullade, un dolce che ha preparato Cristina, praticamente un rotolo di meringa farcito di panna e fragole. Una delizia dolcissima.

I bimbi hanno continuato a giocare, divertendosi anche facendo il trenino lungo lungo fino a che la stanchezza li ha sopraffatti ed allora è proprio venuto il momento dei saluti.

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Siamo stati davvero bene, una serata molto piacevole, sicuramente da replicare!

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