Sto rientrando a Roma per alcuni giorni per vari impegni e riunioni di lavoro.

Memore dello stress e della stanchezza dell’ultimo viaggio, questa volta ho deciso di provare a viaggiare di giorno e la scelta è risultata vincente. Parte del successo è da attribuire al fatto di aver occupato i primi posti sul pullman (quelli davanti) così C ha tutta la visuale senza necessità di spostarsi o di voler necessariamente andare nel corridoio. Anche in aeroporto è molto bravo se non fosse per due pannolini puzzolenti cambiati e una boccata di vomito appena prima di imbarcarci.

Ed in aereo?

Ci sistemiamo ai nostri posti e subito sento un odorino familiare. Dico alla hostess che devo cambiare un (altro!) pannolino e lei mi prega di aspettare che tutti i passeggeri prendano posto.

Appena tutti si sono seduti mi precipito in fondo all’aereo e l’hostess che è lì mi indica il fasciatoio in bagno e mi prega di far presto perché l’aereo si sta già muovendo e fra poco decolleremo.

Vuoi provarci tu, bellezza, a cambiare un pannolino pieno di una roba disgustosa e maleodorante su un fasciatoio dove tuo figlio entra solo per metà mentre l’aereo si muove?

È una cosa degna dei migliori acrobati del Circo Orfei ma, miracolosamente, ce la faccio, in tempo record per giunta!

Il viaggio comunque va bene. Vicino a noi c’è un prete (o seminarista, non saprei dire esattamente) che continua a leggere il libretto della Messa ma ogni tanto ci rivolge la parola.

Il mio piccoletto questa volta ha deciso proprio di mettermi alla prova così, appena prima di atterrare, andiamo di corsa nuovamente in bagno per una nuova esperienza di cambio pannolino in volo.

Insomma, questo viaggio è andato molto meglio del precedente se non fosse stato per questi piccoli (e direi anche puzzolenti) dettagli!

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