Finalmente dopo diversi giorni in cui, per un motivo o per un altro, ho sempre rimandato, oggi mi sono organizzata per andare a correre anche vista la bella giornata. Fa ancora un po’ freschino ma splende il sole.

Ho ricominciato lo scorso settembre ad allenarmi con una (certa) regolarità, all’inizio alternando corsa a camminata, poi allungando sempre più il tempo della corsa fino ad arrivare a correre ininterrottamente per 6 o 6,5 km (a seconda se inizio dall’asilo di C o da casa) riuscendo anche a migliorare il mio tempo.

Oggi, anche su suggerimento dei miei due personal trainers (!!) (mio marito e mio cognato che segue i miei progressi da lontano), mi sono prefissata di correre 10 chilometri.

Pensavo di fare un tragitto pianeggiante lungo la strada principale ma Pops mi consiglia un percorso nella campagna che ha fatto lui qualche mese fa che effettivamente mi sembra molto più bello.

Dopo aver lasciato i bimbi a scuola ed aver programmato lo smartphone perfettamente ancorato al mio braccio parto per questa avventura.

Non voglio spingere perché non so se ce la farò a finire tutto il tragitto. Dopo un primo breve tratto pianeggiante inizia subito una bella salita ripida e decisamente lunga, sembra non dover finire mai.

Mi inoltro nella campagna, le case che incontro sono ormai poche ma quelle che passo sono grandi e piuttosto belle.

Passo vicino anche a diverse fattorie ed infatti l’odore che respiro è quello tipico dei campi concimati e delle mucche che, a gruppi, mi guardano passare vicino a loro.

La strada ad un certo punto diventa alberata ed è bella la sensazione sulla pelle dei raggi di sole che filtrano tra i rami ancora piuttosto spogli degli alberi e che riscaldano il mio viso. Mi piace pensare che gli uccelli appollaiati sugli alberi che cantano stiano facendo il tifo per me.

Ad un certo punto passo anche vicino ad un piccolo cimitero che ha tutta l’aria di essere abbandonato.

La strada continua in un saliscendi quasi ritmico ed io cerco, con altrattanta ritmicità, di controllare il mio passo ed il mio respiro.

Sono quasi vicina al quinto chilometro quando inizio a sentire il rumore dell’autostrada, poi la vedo ma non devo arrivarci così vicina perché è ora di tornare indietro.

Ripercorro tutti i posti che ho visto da poco e, come spesso succede, la strada del ritorno sembra sempre più breve.

Ad un certo punto, quella che all’andata era stata una piacevole discesa, diventa ora una salita impegnativa, forse anche dovuta alla stanchezza che inizia a farsi sentire. Il passo si fa più lento e mi sembra quasi di dovermi fermare ma se lo faccio non riuscirò sicuramente a ripartire. Resisto un po’ e finalmente la strada torna pianeggiante. Iniziano anche a “pizzicarmi” un po’ i piedi ma dopo poco questa buffa sensazione mi lascia.

Dietro una collina ora vedo di nuovo Glanmire, ancora piuttosto lontana poi, man mano che mi avvicino riconosco anche la nostra casa e finalmente arrivo alla salitona dell’inizio che ora è una meravigliosa discesa lunga lunga che mi dà la carica per affrontare l’ultima salita prima di arrivare a casa.

Ce l’ho fatta! Ho corso per 10 chilometri!! Chi lo avrebbe mai detto? Io no!

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